Pescocostanzo
Pescocostanzo si trova nella regione degli Altipiani Maggiori d’Abruzzo, tra immensi e silenziosi pascoli che sono alla base dell’insediamento umano e dello sviluppo dei centri sorti in questi luoghi, a 1.400 s.l.m. Centro di antica origine e luogo di intensa civiltà, può vantare un eccezionale patrimonio di monumenti rinascimentali e barocchi a testimonianza della straordinaria vicenda artistica e culturale che sviluppò soprattutto tra il 1440 e 1700.
La tradizione artigiana è riuscita a rimanere viva e a salvare il patrimonio di esperienza, capacità tecnica, stile e qualità. La lavorazione del merletto a tombolo, quella della filigrana e del ferro battuto, rappresentano un punto di forza dell’offerta artigianale locale.
Pescocostanzo è inserita tra I Borghi Più Belli d’Italia (www.iborghiditalia.it).
Pescocostanzo è tra i maggiori centri europei del Barocco, per gli stretti contatti con Napoli e Montecassino. È stata scuola per molti artisti che ci hanno lasciato tanto preziose testimonianze del loro tempo: altare e portello progettati da Cosimo Fanzago, scultore e architetto, la pala dell’altare di santa Cecilia ad opera di Ianzo da Varallo, artista legato a Caravaggio.
Pescocostanzo in un ambiente naturalistico eccezionale è la proposta di una vacanza per tutto l’anno.
Primavera/Estate/Autunno per le numerose escursioni possibili nel territorio del Parco della Maiella, per i vicini borghi da visitare, per le gite in bicicletta sui suoi altopiani, per le sagre che rallegrano in primavera e in estate tutto il territorio, per le manifestazioni culturali che si susseguono numerosissime tutto l’anno, dai concerti ai convegni agli incontri;
Inverno perché a 5 min. di auto dal comprensorio dell’Aremogna che rappresenta l’offerta montana più completa della montagna abruzzese e del centro Italia (circa 100 km di piste di sci da discesa e vari luoghi per praticare lo sci da fondo).
L’Abruzzo è una regione ricca di tradizione, numerose sono sia le feste religiose sia le sagre eno-gastronomiche.
Nel giorno di Sant’Antonio abate (17 gennaio) si ripete il rito dell’accensione dei fuochi. Molto più solenni sono le funzioni nelle Quarantore, dal venerdì alla domenica della seconda settimana della Quaresima e che consistono nell’intonare canti salmodici che traggono spunto da antichi componimenti musicali. La processione del Venerdì Santo è gestita dalla locale Confraternita, la cui origine è rapportabile al medioevo. Prevalentemente religiosi sono i festeggiamenti in onore della Madonna del Colle (31 maggio), di Sant’Antonio da Padova (13 giugno) e dell’Assunta (15 agosto), la Festa padronale dedicata a San Felice (7 e 8 agosto).
Festa non religiosa ma di grande atmosfera è la “Festa dei mestieri” che si svolge a Pescocostanzo a metà agosto circa e che coinvolge tutto il paese. In ogni angolo, in ogni vicolo, ecco un banchetto con una persona vestita in abiti d’epoca che esercita una professione: c’è l’arrotino, il fabbro, chi fa la pasta, chi vende i biscotti, perfino la taverna dove i giovani giocano a carte, bevono vino e degustano formaggi e salami locali. Una feste assolutamente da non perdere.
In questa occasione si possono assaggiare le “scarselle”, tra i dolci più diffusi a Pescocostanzo. Sono preparate con pasta di cedro e di formaggio legati con uova e sono in realtà tipiche di Pasqua. Molto famose sono anche le “cancellette” (o pizzelle), un semplice impasto di strutto, uova, zucchero, farina, aromi, e cotte tra due barre di ferro tenute da due bracci a tenaglia.
Uno dei cibi più antichi è “la pecora al cotturo”, una pecora che viene lasciata bollire per ore, tagliata a pezzi, con cipolle, sedano e carote in enormi pentoloni ed accompagnata con il “pane raffermo”, tipico cibo dei pastori. Ed infine i formaggi tipici della zona (pecorini e scamorze), i salumi, il “pane di patate” che annunciano pasti veramente genuini e gustosi.